Animali: Telesca, approvato regolamento per circhi e mostre

“E’ un regolamento che riguarda una legge recentissima approvata in Consiglio regionale all’unanimità, quindi in accordo totale tra Maggioranza e Opposizione, che va nella direzione della difesa del benessere degli animali”.

Così l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, a proposito dei requisiti tecnici approvati oggi dalla Giunta regionale a cui dovrà attenersi chi impiega gli animali per attività circensi o per mostre viaggianti. Il regolamento diviene quindi il riferimento normativo in base al quale i Comuni autorizzeranno l’allestimento di circhi e manifestazioni espositive.

I criteri riguardano l’assistenza veterinaria, gli standard di ampiezza degli spazi, l’obbligo di non tenere vicine specie fra loro incompatibili, il divieto dell’utilizzo di fuochi negli spettacoli nonché le disposizioni per il ricovero degli animali in aree ben recintate al fine di impedire il contatto con persone non autorizzate. Le Amministrazioni comunali, inoltre, non potranno rilasciare l’autorizzazione a imprenditori ed espositori che utilizzano animali catturati allo stato selvatico.

Si tratta di prescrizioni che seguono le indicazioni elaborate dalla commissione scientifica istituita dal ministero dell’Ambiente per il rispetto di Cities, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie a rischio di estinzione.

La delibera della Giunta regionale, infatti, raccomanda che nell’ambito dell’attività circense non vengano più detenute le specie in via di estinzione o con modello gestionale non compatibile con la detenzione in una struttura mobile, in particolare primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci. ARC/PV/fc

[Fonte: Comunicato della Giumta Regionale del Friuli-Venezia Giulia]


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lupi

Nei giorni scorsi ha avuto notevole risonanza a livello mediatico la discussione riguardo all’adozione del nuovo “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”. ll nuovo piano verrà votato dalla conferenza Stato-Regioni il 24 febbraio e vista la complessità del tema, non si preannuncia una decisione facile. Pur nella sua sinteticità, il piano considera nel dettaglio tutti gli aspetti legati alla gestione della specie, suggerendo soluzioni ai principali problemi di conservazione in Italia. Tuttavia l’attenzione mediatica si è concentrata soprattutto su una delle parti più controverse del piano, quella che “sdoganava” gli abbattimenti in deroga, in vero già previsti dalla normativa italiana ma mai attuati prima d’ora. Lo status della popolazione italiana di lupo è migliorata enormemente rispetto agli anni ’70, quando nel nostro paese resistevano solo un centinaio di animali. Stime odierne parlano di una popolazione che oscilla tra i 1000 ed i 2000 animali e pur mancando un censimento coordinato a livello nazionale, si può dire che il lupo nel nostro paese gode di buona salute. Le posizioni sulla gestione di un’animale così carismatico e, se vogliamo, controverso sono molto contrastate e spesso influenzate da valutazioni personali spesso prive di una vera base scientifica. Anche le informazioni, a volte parziali, circolate sulla stampa, non sono state sempre molto precise. Cerchiamo dunque di approfondire un po’ l’argomento.

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