CONFERENZA “LAUDATO SÌ, ENCICLICA SULLA CURA DELLA CASA COMUNE. TRA TEOLOGIA, SCIENZA E NATURA”

Locandina dell'eventoInvito a partecipare alla Conferenza sull’ultima enciclica papale “Laudato sì, enciclica sulla casa comune. Tra teologia, scienza e natura”.

L’evento organizzato dall’associazione Trieste Animal Day nell’ambito dei programmi culturali annuali.
La conferenza si terrà presso la sala Giovanni Paolo II via Vespucci,12 entrata da via Colombo.

Interverranno:
Don Lorenzo Magarelli, teologo
Dott. Luca Fiorani, scienziato
Prof. Leopoldo Sandonà, filosofo
Dott. Giuliano Sauli, naturalista

Con la partecipazione dei Nomos Ensemble Wind Quartet.


Don Lorenzo Magarelli
Teologia, scienza e natura: una strana triade. Forse si tratta di quel gioco di arguzia che chiede di eliminare l’intruso. E allora tutti saremmo probabilmente concordi nell’eliminare la teologia, la grande sconosciuta della contemporaneità.
Mentre la scienza narra in modo oggettivo ciò che ci circonda, la teologia è la quintessenza del soggettivo, fantastico, aleatorio. Le cose narrate dalla teologia sono affascinanti, ma troppo belle per essere vere.
La relazione si propone di ribaltare la prospettiva, senza eliminare nessuno degli elementi, provando a mostrare che è fecondo – ed addirittura utile – ridar spazio alla teologia, al pensiero cristiano in primis.
L’intervento parte dal complesso caso Galilei, per giungere alle ultime frontiere del pensiero scientifico e della comprensione che i cristiani hanno del mondo.

Luca Fiorani
Da Roma al mondo passando per Parigi: l’impegno di Francesco per il pianeta
Il deciso impegno di papa Francesco per la casa comune, inaugurato dal convegno del 2014 sullo sviluppo sostenibile – organizzato dalle pontificie accademie delle scienze e delle scienze sociali –, è culminato nel 2015 con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, caratterizzata da innovativi assi tematici: l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Dopo aver richiamato brevemente questi assi tematici, cercheremo di individuare l’influsso profondo dell’enciclica sulla comunità scientifica e la negoziazione internazionale, con particolare riferimento al problema urgente del riscaldamento globale che sarà introdotto a livello divulgativo, illustrando le più recenti evidenze scientifiche sui cambiamenti climatici, in modo da comprendere aspetti positivi e negativi dell’accordo di Parigi. Concluderemo riflettendo sui cambiamenti di stili di vita proposti da Francesco, in modo da mobilitare le nostre coscienze in vista di un impegno concreto per una “ecologia integrale” a cui il papa ci chiama con urgenza.

Leopoldo Sandonà
Una casa comune per tutti i suoi abitanti
La prospettiva ecologica sulla casa comune, ispirata dal Cantico di S. Francesco, non riguarda solo gli esseri umani ma tutti i suoi abitanti. Una prospettiva autenticamente ecologica non può prendere in considerazione le conseguenze etiche dell’impatto umano sul suolo, l’acqua e più in generale sul clima, senza porsi interrogativi sulla scomparsa della biodiversità. Riflettere sul ruolo degli animali nella creazione significa porsi in ascolto del messaggio che Dio invia attraverso il creato e soprattutto sul piano etico riflettere sulla responsabilità che incombe sull’uomo, chiamato a coltivare e custodire la terra. A partire dalla comprensione dell’ecologia umana e dell’ecologia integrale, si potranno comprendere le radici antropologiche della crisi ecologica per iniziare a percorrere, stimolati dalle parole di Francesco, alcuni sentieri pedagogici, etici e persino politici. Lo sguardo al futuro diviene sguardo portato attraverso la prospettiva dei più poveri, intesi sia come esseri umani che come pianeta stesso minacciato da gravi pericoli. Da una visione statica l’ecologia umana ed integrale permette di delineare una responsabilità per il mondo che viene, in grado di riconoscere i segni dei tempi e l’urgenza delle risposte da portare

Giuliano Sauli
La salvaguardia degli ecosistemi
La parola che viene spontanea dalla lettura dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco è “sorprendente”. Lo dico da naturalista  che per tutta la vita ha applicato le conoscenze dell’ecologia in sede professionale.
Sorprende infatti l’attualità dell’analisi e delle conoscenze sulle problematiche della salvaguardia degli ecosistemi e dei rapporti dinamici tra tutela della natura e tutela dell’uomo. Tutto ci deriva dall’azione
divina che da sempre ci accompagna, ma che viene stigmatizzata per la prima volta nel Cantico di S. Francesco, con considerazioni attualissime sul triangolo: Dio – uomo – natura, oggi riprese ed analizzate nell’Enciclica accettata da tutti come l’unica interpretazione e soluzione ai problemi di un mondo sottoposto oggi, come mai prima nella storia dell’uomo, a impatti potenzialmente catastrofici su uomo e natura.

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