Legge 20 luglio 2004, n. 189

Legge sul sito della Camera
Legge sul sito della Gazzetta Ufficiale

"Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate"

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004


 

Art. 1.

(Modifiche al codice penale)

    

1. Dopo il titolo IX del libro II del codice penale è inserito il

seguente:

“TITOLO IX-BIS – DEI DELITTI CONTRO

IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI

Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o

senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la

reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per

crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale

ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a

lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito

con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a

15.000 euro.

La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali

sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che

procurano un danno alla salute degli stessi.

La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma

deriva la morte dell’animale.

Art. 544-quater. – (Spettacoli o manifestazioni vietati). – Salvo che

il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove

spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli

animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con

la multa da 3.000 a. 15.000 euro.

La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al

primo comma sono commessi in relazione all’esercizio di scommesse

clandestine o al fine di trarne profitto per sè od altri ovvero se

ne deriva la morte dell’animale.

Art. 544-quinquies. – (Divieto di combattimenti tra animali). –

Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni

non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo

l’integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e

con la multa da 50.000 a 160.000 euro.

La pena è aumentata da un terzo alla metà:

    1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o

da persone armate;

    2) se le predette attività sono promosse utilizzando

videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o

immagini dei combattimenti o delle competizioni;

    3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi

forma dei combattimenti o delle competizioni.

Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o

addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il

tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al

primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con

la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai

proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti

e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti.

Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi

di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui

combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito

con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a

30.000 euro.

Art. 544-sexies. – (Confisca e pene accessorie). – Nel caso di

condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a

norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti

previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è

sempre ordinata la confisca dell’animale, salvo che appartenga a

persona estranea al reato.

E’ altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni

dell’attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli

animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su

richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette

attività. In caso di recidiva è disposta l’interdizione

dall’esercizio delle attività medesime”.

    2. All’articolo 638, primo comma, del codice penale, dopo le parole:

“è punito” sono inserite le seguenti: “, salvo che il fatto

costituisca più grave reato”.

    3. L’articolo 727 del codice penale è sostituito dal seguente:

“Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona animali

domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è

punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a

10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni

incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

 

Art. 2.

Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce)

    

1. E’ vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e gatti (Felis

catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce,

capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od

ottenuti, in tutto o in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei

medesimi, nonché commercializzare o introdurre le stesse nel

territorio nazionale.

    2. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1 è punita con

l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da 5.000 a 100.000

euro.

    3. Alla condanna consegue in ogni caso la confisca e la distruzione

del materiale di cui al comma 1

 

Art. 3.

(Modifica alle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale)

    

1. Dopo l’articolo 19-bis delle disposizioni di coordinamento e

transitorie del codice penale sono inseriti i seguenti:

“Art. 19-ter. – (Leggi speciali in materia di animali). – Le

disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si

applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia,

di pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli

animali, di sperimentazione scientifica sugli stessi, di attività

circense, di giardini zoologici, nonché dalle altre leggi speciali

in materia di animali. Le disposizioni del titolo IX-bis del libro II

del codice penale non si applicano altresì alle manifestazioni

storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.

Art. 19-quater. – (Affidamento degli animali sequestrati o

confiscati). – Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di

confisca sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano

richiesta individuati con decreto del Ministro della salute, adottato

di concerto con il Ministro dell’interno”:

    2. Il decreto di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di

coordinamento e transitorie del codice penale è adottato entro tre

mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

 

Art. 4.

(Norme di coordinamento)

    

1. All’articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, al

comma 8, le parole: “ai sensi dell’articolo 727 del codice penale”

sono sostituite dalle seguenti: “con la reclusione da tre mesi ad un

anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro”.

    2. Il comma 5 dell’articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n. 281, è

abrogato.

    3. Alla legge 12 giugno 1913, n. 611, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) l’articolo 1 è abrogato;

b) all’articolo 2, lettera a), le parole: “dell’articolo 491 del

codice penale” sono sostituite dalle seguenti: “del titolo IX-bis del

libro II del codice penale e dell’articolo 727 del medesimo codice”;

c) all’articolo 8, le parole: “dell’articolo 491” sono sostituite

dalle seguenti: “dell’articolo 727”.

 

Art. 5.

(Attività formative)

    

1. Lo Stato e le regioni possono promuovere di intesa, senza nuovi o

maggiori oneri per la finanza pubblica, l’integrazione dei programmi

didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai

fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia

comportamentale degli animali e del loro rispetto, anche mediante

prove pratiche.

 

Art. 6.

(Vigilanza)

    

1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente

legge, con decreto del Ministro dell’interno, sentiti il Ministro

delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute,

adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, sono stabilite le modalità di coordinamento

dell’attività della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del

Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e

dei. Corpi di polizia municipale e provinciale.

    2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme

relative alla protezione degli animali è affidata anche, con

riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti

dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli

55 e 57 . del codice di procedura penale, alle guardie particolari

giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute.

    3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o

maggiori oneri per lo Stato e gli enti locali.

 

Art. 7.

(Diritti e facoltà degli enti e delle associazioni)

    

1. Ai sensi dell’articolo 91 del codice di procedura penale, le

associazioni e gli enti di cui all’articolo 19-quater delle

disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale

perseguono finalità di tutela degli interessi lesi dai reati

previsti dalla presente legge.

 

Art. 8.

(Destinazione delle sanzioni pecuniarie)

    

1. Le entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni pecuniarie

previste dalla presente legge affluiscono all’entrata del bilancio

dello Stato per essere riassegnate allo stato di previsione del

Ministero della salute e sono destinate alle associazioni o agli enti

di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e

transitorie del codice penale.

    2. Con il decreto di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di

coordinamento e transitorie del codice penale, sono determinati i

criteri di ripartizione delle entrate di cui al comma 1, tenendo

conto in ogni caso del numero di animali affidati ad ogni ente o

associazione.

    3. Entro il 25 novembre di ogni anno il Ministro della salute

definisce il programma degli interventi per l’attuazione della

presente legge e per la ripartizione delle somme di cui al comma 1.

 

Art. 9.

(Entrata in vigore)

    

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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